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L'urlo del ramarro

Schadenfreude

Entro in negozio. Mi guardo velocemente intorno, avvisto una delle mie colleghe che piega un paio di jeans sul primo tavolo del salone. Le passo vicino, la saluto in maniera amichevole – né troppo colloquiale né distaccata; lei alza la testa verso di me e solo in quel momento, nonostante mi avesse già intravista all’entrata, e mi guarda con fare sornione. Poi mi saluta di rimando. Il sorriso le si allarga sulla bocca, al limite dello sguaiato, poi torna a guardare i suoi jeans e prosegue il lavoro. Io dentro di me penso ‘Ahia…’

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Giornata della memoria – Un film sulla Shoah

Qual è il film più importante sulla Shoah?large_i9rn9jpbthplra9olewcymuakvb

Ci sono molti candidati, da “La vita è bella” di Benigni a “Schindler’s list” di Spielberg, ma sul podio ci sale senza dubbio “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin.

Il dittatore è la più importante pellicola sull’olocausto perché è un film SBAGLIATO. No, non sto delirando, seguitate a leggere e capirete.

Premettiamo che qui non si discute del valore artistico della pellicola. Tutti i film di Chaplin sono così stupendi che bisognerebbe guardarli con gli occhiali da sole, per non restare abbagliati da tanta bellezza. Quello che ci interessa qui è il contenuto, in relazione alla Shoah.

La storia è nota. Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale Chaplin confeziona una satira sul nazismo, proprio quando questo era al suo apice. Il film sviluppa molti temi: l’amicizia tra un nazista e un ebreo, una storia d’amore, il pacifismo e la vita nel ghetto. La colonna portante della pellicola rimane però lo sbeffeggiamento ferocissimo di Hitler.

Per ridicolizzare il dittatore tedesco, Chaplin mette in scena un’enorme profusione di gag:

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– dal discorso del Fuhrer recitato in tedesco maccheronico incomprensibile;

– alle continue umiliazioni pubbliche cui sottopone il suo inetto generale;

– fino alla celeberrima danza del mappamondo, nella quale il dittatore “ama” troppo il Mondo fino a farlo esplodere.

Il risultato è che è uno dei film più divertenti del regista.

E qui casca l’asino. E’ giusto fare umorismo su un tema così delicato? Forse. In fondo anche “La vita è bella” è comico; però Benigni ha evitato di fare comicità nei momenti più drammatici. Possibile che Chaplin abbia avuto così poca delicatezza?auschwitz

In realtà, quando il film fu realizzato, non si sapeva bene cosa succedesse nei campi di concentramento nazisti. Dopo la fine della guerra, la realtà venne a galla e Charlie dichiarò che se avesse saputo degli orrori di Auschwitz non avrebbe mai girato un film comico sul tema.

Per questo Il Grande Dittatore è un film sbagliato, poiché lo stesso autore non avrebbe voluto farlo.

Il messaggio che Chaplin voleva dare era: “Hitler è solo un buffone innocuo. Se il resto del mondo non gli va dietro, non sarà mai un pericolo.” Purtroppo Hitler ha dimostrato di essere tutto fuorché un buffone innocuo.

Ecco perché questo film è così importante. Esso è una testimonianza di quanto l’opinione pubblica sottovalutasse il pericolo nazista. Chaplin ci scherzò sopra poiché non concepiva si potessero compiere orrori simili.

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Nel giorno della memoria, un film così ci insegna che non bisogna mai abbassare la guardia perché l’animo umano è capace di qualunque abiezione. Crudeltà come quelle dei nazisti, anche se magari ci sembrano lontane ed impossibili, possono ripresentarsi in qualunque momento.

E la storia recente sembra confermarlo.

Top 3 2016 Science

Grazie.

Il mio primo articolo del 2017 vorrei iniziarlo così: dicendo grazie. Graie a tutti quei ricercatori, professori, dottorandi, assegnisti, studenti, tirocinanti e volontari che in un modo o nell’altro hanno contribuito a rendere grande questo 2016. Grazie.

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Micronazioni 2 – Il regno di Tavolara e la leggenda del Re Pastore

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Stemma del Regno di Tavolara

Seconda puntata del viaggio ramarrico alla scoperta delle micronazioni. Dopo l’Isola delle Rose ci spostiamo in Sardegna per scoprire l’anomala storia del Regno di Tavolara; il regno più piccolo del Mondo.

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L’isola delle Rose – Pirateria alle porte di Rimini

Cos’è una micronazione? Si tratta di una piccola entità geopolitica, autoproclamatasi nazione, senza però essere riconosciuta dalla comunità internazionale. In sostanza, se io domani recintassi il territorio del mio cortile, dichiarassi che quello è il Regno di JokerLand e mi autonominassi re, avrei appena fondato una micronazione.

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Dimmelo con un’emoticon’

Giusto per inquadrare la vastità dell’argomento, si potrebbe parlare di ‘comunicazione’ rimanendo ad approfondirla per un numero indefinito di pagine tanto è importante e tanto è complessa. Da sempre l’essere umano ha sentito l’esigenza di comunicare e per riuscirci ha affinato nel tempo gli strumenti per poterla ottimizzare (pensate solo che all’inizio usava tecniche primitive quali gesti, emetteva suoni disarticolati e creava disegni e simboli che ancora oggi troviamo impressi su pareti di caverne preistoriche e in siti archeologici). La comunicazione in genere ricopre un aspetto fondamentale della nostra vita. Di fatto noi veniamo percepiti dalle persone per ciò che comunichiamo di essere e molti nostri comportamenti sono conseguenza di come interpretiamo quello che ci viene comunicato dall’esterno e di come comunichiamo con noi stessi. Nel tempo, dunque, si è continuato a cercare di migliorare il modo di comunicare.

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LUSSURIA: “LIBERI -?- DI AMARE”

Sei giunta: hai fatto bene: io ti bramavo.                                                             All’animo mio, che brucia di passione, hai dato refrigerio.
(Saffo, Frammento 6)

 

Iniziamo a dire una cosa: scrivere dell’amore equivale a lanciarsi in una fornace accesa dotati solo di uno spazzolino da denti ed un asciugamano al posto della tuta ignifuga. Stiamo parlando di sentimenti, di azioni di pancia che ci aggrediscono, ci strozzano e ci avviluppano in una maniera così totale, così soverchiante da offuscarci ogni minima capacità di raziocinio. Scrivere di amore fa spalancare le porte ad una letteratura millenaria, nutrita da autori sognatori, delicati, focosi o semplicemente illusi – ognuno capace di tratteggiare con spaventosa precisione ogni sfumatura di questa emozione.

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La letteratura erotica, ancilla della Rivoluzione Francese

Ricordo ancora il Professor Leo, a tre anni dalla pensione (beato lui), seduto malvolentieri sulla sedia di scuola, gambe a cavalcioni sulla cattedra. Negli ultimi trent’anni aveva insegnato Filosofia e Storia, e quel giorno, per l’appunto, avrebbe affrontato uno dei periodi più belli e importanti del nostro passato: la Rivoluzione Francese. Per lui si trattava, però, della centesima riproposizione di una lezione trita e ritrita, per noi, invece, la nuova possibilità di prendere un quattro scritto. Come andò? Beh, saltammo a piè pari tutto il capitolo, perché eravamo spaventosamente indietro col programma. Però una cosa rimase nella mia memoria, una frase che solo la mente smaliziata di un prof di filosofia potrebbe dire ai suoi alunni: “La Rivoluzione Francese si fece anche grazie alla letteratura erotica…” Un seme insignificante che venne lanciato provocatoriamente nei nostri terreni incolti e trovò modo di svilupparsi soltanto nel mio giardino. Eccone i frutti.

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Vivisezione, a love story.

Disclaimer: questo articolo non è pensato per farvi felici o per farvi infuriare. La mia speranza è quella di riuscire a smuovere qualcuno affinché inizi a cercare quante più informazioni possibili, così da poter comprendere in maniera più razionale e profonda un argomento complesso come quello della sperimentazione animale.

Se sei sicuro delle tue idee, se sei certo che siano la verità indiscussa e che non sia necessario metterle alla prova ascoltando e ragionando su ciò che ha da dire chi la pensa diversamente da te, allora non proseguire. Non ti curar di noi, ma guarda e passa. In caso contrario… Buona lettura!

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